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Escape from Monkey Island è il più recente capitolo di Monkey Island. Un
ulteriore seguito della saga non era molto previsto, se non fosse che al termine
del terzo episodio, dopo i titoli di coda, c'era una scenetta che lasciava
preannunciare un probabile ritorno di LeChuck.
Fatto sta che, atteso o non atteso, nel 2000 si presenta per tutti i
fans della saga una nuova occasione per impersonare il goffo Guybrush Threepwood.
Per il nuovo episodio la Lucas ha deciso di sfruttare tutte le sue abilità
acquisite con il tempo, con giochi come
Grim Fandango
di Tim Schafer, ed ha creato un'avventura in 3D. Esattamente come il
gioco di Schafer, i personaggi e gli oggetti sono tridimensionali, muovendosi
però su fondali bimensionali. La capacità e la competenza dei programmatori sono
riuscite a creare un'avventura dalla grafica ineccepibile in grado di
trasportarci in paesaggi affascinanti ma quanto mai bizzarri, fra ameni
villaggi che sembrano usciti dalla penna del disegnatore dei puffi e lugubri
paludi nebbiose, fra negozi di protesi e ristoranti, fra microgroggherie e
jungle misteriose, fra spiagge assolate e profondi fondali marini, fra case
pacchiane e ville sontuose......ed ogni luogo è creato perfettamente, molto
caratterizzato ed sviluppato, ma in perfetta armonia con gli
altri.
a un plauso alla grafica anche per essere riuscita a delineare
magistralmente i personaggi, maggiormente ricchi di particolari, movimenti,
caratteristiche fisiche.
Non mancano inoltre notevoli effetti speciali, che possiamo trovare
specialmente nella parte conclusiva del gioco, su Monkey Island, come le
esplosioni di lava, la distruzione della Testa di Scimmia di Pietra e la nascita
del RoboScimmia, l'epico filmato in cui Guybrush e LeChuck si preparano a
scontrarsi.
La musica di Monkey Island 4 è sicuramente il risultato di un lungo
cammino partito dal primo episodio ed andato man mano affinandosi per opera del
genio Micheal Land.
Il sonoro è ben realizzato e riesce a variare nei diversi luoghi e nelle
differenti situazioni, per meglio immergere il giocatore nei diversi scenari o
per creare maggiore atmosfera o suspense ad ogni
avvenimento.
Il doppiaggio è molto curato ed il risultato
ottenuto è sicuramente dei migliori, anche poichè a prestare la loro voce sono
esperti come Massimo Antonio Rossi
( leggi
l'intervista) . Le voci contribuiscono molto, quindi, al gioco. Monkey
Island ed il doppiaggio si sono "conosciuti", come sappiamo" nel terzo episodio.
Si può ritenere, però, il doppiaggio di "The Curse of Monkey Island" superiore a
quello di "Escape From Monkey Island" (Il signor Rossi non ce ne voglia ^__^),
anche per il fatto che nel 3 tonalità, accenti, modi di parlare diversi,
bizzarri, ironici e divertenti caratterizzavano meglio i personaggi.
Gli enigmi di Monkey Island 4 sono numerosi ed sofisticati, ma EFMI non è certo
uno dei capitoli della saga più difficili ai quali si possa
giocare.
Non vi è la possibilità di scegliere, all'inizio del gioco, fra vari
livelli di difficoltà, cosa che caratterizzava una notevole maturazione ed
elasticità della difficoltà e della longevità del gioco, raggiunta con il
secondo
episodio.
E se persino Monkey 3, ed anche Monkey 1 ai suoi tempi, erano stati
criticati per una concezione troppo semplicistica dei giochi d'avventura, una
nota di demerito non può non andare a Monkey 4. L'ultimo capitolo si distacca
molto dai vecchi Monkey a cui eravamo abituati a giocare, in cui bisognava
scervellarsi e provare ogni azione/dialogo possibile per risolvere anche un solo
enigma. Questo è anche dimostrato dal fatto che scompare del tutto
un'interfaccia. In questo gioco non vi è il cursore e per far interagire il
personaggio con un oggetto bisogna farlo avvicinare con i tasti direzionali a
tale obbiettivo. Una volta vicini ad un elemento comparirà già un'azione
prestabilita, ma sarà sempre per uso della tastiera ( senza, ripetiamo,
un'interfaccia) che si potrà decidere un'altra azione, con tasti con "U" usa o
"R"
raccogli.
I difetti nel movimento del personaggio si riscontrano anche nel
fatto che il suo movimento cambia a seconda dell'inquadratura della schermata e
che, passando di schermata in schermata, quello che era, ad esempio, un
movimento a sinistra diventerà un movimento verso l'alto ( a causa del cambio
dell'inquadratura) e quindi anche l'innovativa possibilità del quarto capitolo,
far correre Guybrush, ci risulterà impossibili da sfruttare al massimo senza che
il personaggio si muova in maniera illogica girando su sè stesso.
La comicità tipica della saga, e degli altri giochi Lucas, non manca. Gag
imperdibili, e dialoghi spassosi si possono incontrare lungo tutto il gioco. Il
giocatore si imbatte in un umorismo raffinato e demenziale, in una comicità da
prendere al volo ed in una fin troppo
esplicita.
Si può trovare nel gioco, ad esempio, un' autocritica ed un'auto-ironia al
sistema capitalistico americano, rappresentato dall'antagonista Ozzie Mandrill e
dal suo folle piano.
Ben meno fine è invece la scena in cui Guybrush ha a che fare con le
varie protesi, fra le quali un sedere, su Lucre Island, ed il risultato è una
comicità veramente eccezionale.
Monkey 4 non può essere apprezzato però se confrontato con i precedenti
episodi di Monkey Island ( perde in molto anche con il confronto con Monkey 3).
L' aspetto di Guybrush è uguale a quello di Monkey 1, anche
nell'abbigliamento. E con questo potremmo introdurre l'evidente fatto che il
quarto episodio sembra quasi un remake del primo.
Il ritorno su Melèè Island, lo Scumm Bar, i duelli di spada, gran parte
dei personaggi e dei luoghi, il ritorno su Monkey Island e molto altro sembra
essere riciclato dal primo episodio e con questo potremmo considerare EFMI un
episodio di Monkey adatto per i nostalgici delle vecchie avventure, oppure una
buffonata della Lucas che ha sfruttato questa "apparenza" ed il sicuro successo
della saga ( questo potrebbe spiegare il perchè siano stati riproposti scenari,
personaggi, azioni già viste e vissute, nascoste dietro un velo di "nostalgia")
unita ad una grafica ed un'interfaccia innovativa e sorprendente, lanciata da
Grim Fandango, sicura di ottenere notevoli risultati.
Il gioco presenta inoltre molti errori rispetto agli altri capitoli
riguardo la storia o altre imperfezioni che non sfuggono agli appassionati della
saga Gilbertiana, ed è inoltre risultato difficile da digerire il fatto che in
questo gioco il fatto che LeChuck abbia ceduto il suo ruolo di cattivo ad Ozzie
Mandrill e, nonostante avessimo criticato il terzo capitolo poichè ci presentava
LeChuck come un idiota rammollito, in "The Curse of Monkey Island", al contrario
del quarto capitolo, rimaneva comunque lui il malvagio antagonista che si
scervella per creare un piano diabolicamente perfetto, puntualmente sconfitto
dall'eroe. In EFMI, dicevamo, il pirata-zombie-fantasma-demone è praticamente un
inetto e possiamo ritrovare il buon vecchio sanguinario LeChuck solo alla fine
del gioco, quando decide di ribellarsi al gazzilionario Mandrill, pur non
ottenendo buoni risultati.
Potremmo comunque definire "ESCAPE FROM MONKEY ISLAND" un gioco molto
bello che rende grande la saga di Monkey Island.
VOTAZIONE
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TRAMA
6
GRAFICA 9
SONORO
9
GIOCABILITA'
7/8
LONGEVITA'
7
COMICITA'
8 1/2
DIFFICOLTA'
7
VOTO TOTALE
7/8
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