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Dopo il successo e le critiche al primo Monkey Island, Ron
Gilbert decide di tornare al lavoro con un seguito della saga. Rendendosi conto
delle valutazioni fatte alla longevità ed alla difficoltà del primo episodio,
Gilbert propone una novità assoluta nelle avventure grafiche; da infatti al
giocatore la possibilità di scegliere fra una modalità di gioco FACILE ed una
DIFFICILE. Quest’ultima presenta ovviamente una difficoltà maggiore, ma anche un
maggior numero e varietà di enigmi e scene, dialoghi, personaggi ed azioni che
non sono presenti nella prima modalità.
Pare anche che Gilbert avesse in mente di creare una terza
modalità, NORMALE, in seguito mai eseguita.
Il “padre” di Monkey Island decide di fare le cose in grande
ed anche la grafica si rinnova completamente; le animazioni ed i movimenti dei
personaggi hanno una maggiore elasticità ed efficacia. I fondali e gli scenari
presentano una notevole cura di particolari e di effetti visivi, e non mancano i
giochi d’ombra e le sfumature, dettagli di sicuro effetto che danno un grande
impatto visivo e che mostrano l’impegno e le novità dei grafici della Lucas.
Anche la musica presenta una grande novità, ovvero la
creazione di un’unica colonna sonora continua per tutto il gioco. La musica,
cioè, non cambia quando si entra in un ambiente ( in un bar, nell’hotel, nella
lavanderia) e nemmeno se si passa ad una visuale diversa, bensì la colonna
sonora sfuma leggermente, si modifica o assume toni particolari per quel luogo
preciso. Anche gli effetti sonori si avvicinano timidamente a risultati
notevoli.
Monkey Island 2 è passato alla storia non solo, per le
qualità tecniche e le innovazioni, ma anche, sicuramente, per essere stato uno
dei seguiti più gloriosi di una delle saghe più gloriose.
A differenza infatti degli altri sequel di Monkey Island, non
creati da Gilbert, o quelli di molto altri giochi, in cui il seguito non è mai
eguagliabile all’originale, o presenta troppe caratteristiche analoghe
all’episodio precedente, per Monkey 2 è molto diverso.
“LeChuck’s Revenge” è infatti molto
diverso da “The Secret of Monkey Island” e forse anche più avvincente ed
emozionante. Il gioco assume toni decisamente più dark e splatter.
Gli ingredienti di Monkey 2, non molto
“gustosi”, come vedremo, sono infatti sputi, cadaveri, mutilazioni, riti vodoo,
ed altro, che nel primo capitolo risultavano affrontanti con più ironia e
semplicità.
Il giocatore dovrà profanare tombe,
preparare bambole Vodoo, raccogliere sputi, ossi e ratti, viaggiare in casse
piene di serpenti
nutrendosi di viscere di pipistrelli e
rettili, affrontare zombie assetati di vendetta e quant’altro…
Ma ciò non fa perdere di certo al gioco
la sua comicità demenziale, tipica dei Monkey Island, e le sue scene e gag
esilaranti, contornate da dialoghi di grande umorismo.
Nessuno potrà dimenticare Guybrush che si
veste con un tutù rosa e conciato in quel modo fa una dichiarazione d’amore ad
Elaine!!!
La comicità è unita anche a caratteri
piuttosto drammatici, come la scena finale del gioco ( di ispirazione Star
Warsiana) o l’incontro con i genitori di Guy.
L’avventura è sicuramente emozionante,
piena di suspence e continui colpi di scena, e l’ottima trama, unita a tutte le
caratteristiche fin ad ora menzionate, guideranno il giocatore in una delle più
grandi avventure di Guybrush Threepwood alla ricerca di un tesoro leggendario,
alla scoperta del suo passato ed in una lotta contro il pirata Zombie LeChuck.
VOTAZIONE
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TRAMA
9
GRAFICA 8
SONORO
9
GIOCABILITA'
8
LONGEVITA'
9
COMICITA'
9
DIFFICOLTA'
9
VOTO TOTALE
8/9
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