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Il primo glorioso capitolo della saga di Monkey Island
fu creato da Ron Gilbert, ispirato dall'attrazione "Pirati dei Caraibi" di
DisneyLand.
The Secret of Monkey Island rappresenta una vera pietra miliare nel mondo
delle avventure grafiche, in quanto Gilbert cercò di creare un'avventura priva
di "vicoli ciechi" (ovvero punti in cui se non si è compiuta un'azione, preso un
oggetto, parlato con un personaggio precedentemente, è impossibile proseguire),
presente in molte altre vecchie avventure Lucas, rendendo così il gioco meno
frustrante per il giocatore. Questo aspetto fu veramente rivoluzionario
all'epoca, e perciò colpito molto duramente dall'epoca, anche perchè come Monkey,
altri giochi nati in seguito eliminarono la possibilità del cosiddetto "vicolo
cieco", rendendo troppo semplicistica la concezione di avventura grafica.
Quest'innovazione, però, fu solo una delle caratteristiche che permise il
successo del gioco. Monkey 1 è infatti un'avventura appassionante, piena di
suspence e colpi di scena, ed il giocatore si trova a dover affrontare pirati
sanguinari, fantasmi senza pace, donne affascinanti, venditori petulanti,
scimmie con tre teste, cannibali, spiriti di pirati, durissimi combattimenti, ed
anche gli scenari si meritano un plauso: le isole del gioco sono entrambe
meravigliose, Melèè Island con la sua affascinante atmosfera notturna, Monkey
Island, invece, poichè riesce a trasmettere tutto il mistero di un'isola magica
e sperduta in un luogo recondito dei sette mari.
I personaggi, i luoghi, le atmosfere, gli eventi del gioco sono delineati
con grande perizia, e resi perfetti in ogni singolo dettaglio; ed è sorprendente
come l'avventura riesca ad unire tutte le caratteristiche di una storia
piratesca mozzafiato elencate prima, con una straordinaria comicità tipica della
Lucas, senza far perdere al giocatore il gusto di nessuno dei due aspetti.
Lo humor e l'ironia del gioco sono molto raffinati, ma nel frattempo sono
presentati al giocatore con semplicità e genuinità, che sfocia spesso nel
demenziale puro.
Parodie, anacronismi studiati, dialoghi estremamente divertenti, sono i
perfetti ingredienti della comicità di The Secret of Monkey Island. Non mancano
inoltre ilari gag che sfruttano le disgrazie del malcapitato protagonista, che
vediamo costretto a scavare buche immense con una pala, e poi rimettere a posto
la terra. Oppure essere lanciato da un cannone ed andare a sbattere
inesorabilmente ( nella seconda parte vediamo anche andare in fiamme il suo
sedere), protetto solo da una pentola da
cucina.
L'ilarità fa riferimenti anche agli enigmi o agli aspetti del gioco
stesso, per esempio durante i combattimenti di spada Guybrush ( il protagonista)
fa notare ai pirati come le strade sullo sfondo siano tutte uguali, oppure
sempre Guy, quando su Monkey Island si prova a dargli il comando " ANDARE
VERSO IL SOLE" lui si rivolgerà al giocatore, facendogli rendere conto
dell'assurdità della cosa, con "Oh, sicuro!Andare verso il
sole!".
Una lode va anche ai duelli di spada ad insulti, che presentano un
particolare modo di concepire la scherma, con insulti demenziali ma purtroppo
necessari a combattere l'avversario.
La musica è opera di Micheal Land, che con un ritmo reggae caraibico, ha
saputo rendere ancora più grandi le nostre emozioni, con temi come quello di
LeChuck o della veduta di Melèè Island.
VOTAZIONE
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TRAMA
8
GRAFICA 7
½
SONORO
9
GIOCABILITA'
8
LONGEVITA'
8
COMICITA'
9
DIFFICOLTA'
8
VOTO TOTALE
8 ½
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