All’epoca del confronto tra le potenze
navali del sedicesimo e diciassettesimo secolo, Spagna e Inghilterra, i governi
incaricavano capitani indipendenti o ufficiali della propria marina,
provvisoriamente congedati, con una “lettera di corsa”, e la missione di
procurare il massimo danno al traffico avversario. Il contratto assegnava allo
Stato una parte fissa del bottino, carichi, prigionieri da riscattare e le
stesse navi, il resto andava al capo corsaro. Un illustre esempio di questo
genere di corsaro fu sir Francis Drake, che cominciò in proprio, fu assunto
dalla corona britannica nel 1567, morì coperto di gloria reale, ma ucciso dalla
dissenteria, in Atlantico nel 1596. Le fortune di molte famiglie britanniche
nascono da massacri legalizzati dalla Corona, con il capostipite in genere morto
non nel proprio letto. Alcuni nomi: Walter Raleigh, decapitato dagli spagnoli;
John Hawkins, ricco negriero, insegnò a navigare a Drake e fu ucciso da una
fucilata spagnola, Martin Frobisher morì per le ferite, Thomas Cavendish, o
Geoge Clifford conte di Cumberland.
Nel sedicesimo secolo
l’impero spagnolo impose il monopolio commerciale nelle Antille. Coloni,
disertori, naufraghi, francesi, olandesi, inglesi che si erano stabiliti
nell’isola di Hispaniola vivevano di allevamento. Nacque un’industria di
trasformazione alimentare, che fiorì grazie alla necessità di tutti i navigatori
di disporre di cibo a lunga conservazione. I coloni di Hispaniola inventarono un
sistema di salatura e affumicamento delle carni, che richiedeva una capanna di
affumicatura che fu chiamata in francese boucan, da cui il termine boucaner, che
indicò prima un mestiere onesto, e poi divenne sinonimo di pirata. I monopolisti
spagnoli non gradirono il sia pur modesto, in termini assoluti, successo
commerciale dei bucanieri di Hispaniola, e mandarono la fanteria di marina. I
bucanieri si rifugiarono sull’isola di Tortuga, decisi a farla pagare cara agli
spagnoli. Il loro capo fu un certo Lavasseur, francese, che nel 1640 fondò la
“Fratellanza della Costa”, fortificando l’isola e facendone una repubblica dei
pirati. A Tortuga i bucanieri continuavano a produrre salumi e a venderli,
rubando però il bestiame a Hispaniola; altri piantarono la canna da zucchero (e
producevano il rum), la maggior parte si diede alla pirateria ai danni degli
spagnoli. Negli anni intorno al 1650, la Tortuga era un paradiso fiscale e
mercantile, e il “governo” dell’isola dava un premio a chiunque portasse una
bandiera strappata a navi spagnole.
Inutile dire che un tal posto attirò tutti coloro che, inseguiti dalla legge,
necessitavano di un porto sicuro. La Tortuga divenne presto piccola, e la
Giamaica, sotto il controllo dell’Inghilterra dal 1655, divenne una succursale
della Fratellanza. La Corona avrebbe chiuso un occhio finché i danneggiati
fossero stati gli spagnoli. Port Royal, oggi sobborgo di Kingston, divenne un
covo di pendagli da forca e di capitani celebri. Pierre Legrand di Dieppe,
Francois Nau, detto Olonese (da Les Sables d’Olonne, paese natale), Ravenau de
Lussan, Bartolomeo il Portoghese, Rock il brasiliano, Alexander detto Braccio di
Ferro, Montbars lo Sterminatore, il celebre Morgan e un sacco di altri allegri
tagliagole. Pochi morirono nel loro letto, tranne Legrand, che tornò a Dieppe
ricco e rispettato. Rock e Alexander scomparirono in mare, l’Olonese fu mangiato
dai cannibali e Bartolomeo, che non sapeva nuotare ed era celebre anche come
iettatore, fu visto l’ultima volta vendere rape nei vicoli della Tortuga.
Henry Morgan, re della filibusta,
merita menzione a parte. Lui fece carriera. Filibustiere (da successive
deformazioni dell’inglese “freebooter”= libero saccheggiatore) tra tanti,
ricevette dal governo britannico l’incarico di andare in ricognizione a Cuba, da
dove gli spagnoli preparavano l’invasione della Giamaica. Morgan superò le
attese, sbarcò e saccheggiò una città dell’interno. Ma il capolavoro di Morgan
fu il sacco di Panama, che aveva resistito anche a Drake, il 17 gennaio 1671. Fu
nominato governatore della Giamaica, e morì onorato nel suo letto, nel 1688, a
53 anni.
Paolo Dalla Zonca |