|
Non
stupitevi del titolo di questo articolo, non è il nome di un nuovo fangame su
Monkey Island, anche se ci somiglia.
Solo cerco
sempre di essere originale anche con i titoli, e quindi mi sono preso la libertà
di citare il titolo di un videogame del buon vecchio Indy, per introdurre questo
mio nuovo lavoro.
Sì perché in
questo nuovo articolo tratterò il rapporto che c’è fra GUYBRUSH THREEPWOOD e
l’AVVENTURA!
E’ un tema che pare scontato ma dopo averci riflettuto (mentre giocavo una
partita di pallanuoto -_-) ho scoperto che ci sono molte cose di cui parlare.
Innanzitutto
è chiaro analizzando il punto di vista GUYBRUSH E L’AVVENTURA, si trovano molte
somiglianze fra Monkey 1 e Monkey 2, Gilbertiani, fra loro, così come sono fra
loro simili il terzo ed il quarto capitolo.
Andiamo ora a
spiegare meglio questo argomento.
Nei primi due
MI si segue un unico filo logico, comune ad entrambi i giochi, per rapportare
Guy all’avventura, a ciò che egli deve fare, alla “missione” che deve portare a
compito.
Ovvero nei MI
Gilbertiani si comincia con un Guybrush pronto a partire per un’avventura,
pronto a realizzare un sogno.
Non ci viene
spiegato come diavolo gli sia passato per la testa di intraprendere un nuovo
viaggio, sappiamo solo che sin dall’inizio dobbiamo riuscire in ciò che l’eroe
nel prologo ci ha detto di voler fare.
Ad un certo
punto però accade qualcosa: Guybrush trova un imprevisto, un ostacolo, un
pericolo.
Ma non si
tratta di un semplice OSTACOLO NEL SUO CAMMINO, si tratta di qualcosa di più
grande!
Egli, immerso
nella sua avventura, si trova così, senza averlo deciso, a doverne intraprendere
un’altra, e questa volta è in gioco la sua stessa vita o quella di una persona
che gli sta a cuore!
Quindi, seppure noi abbiamo sempre definito Guy un antieroe per la poca
spavalderia o forza, in realtà dobbiamo ammirarlo per come in ogni gioco, anzi
nei primi due, egli si trovi a dover affrontare BEN DUE PERICOLOSE AVVENTURE.
Dopo aver
spiegato lo “scheletro” del filo logico comune ai primi due capitoli, andiamo
appunto ad analizzare tali capitoli sotto questo punto di vista.
In Monkey
Island 1 all’inizio Guybrush comunica già di voler diventare un pirata. Non ci
dice perché. Noi dobbiamo aiutarlo in questo. La trama del gioco sembra
risolversi così, ma in realtà non è tutto tanto semplice.
Nel bel mezzo
delle prove da superare per diventare un corsaro Guy incontra il pericolo
LeChuck ed Elaine viene rapita.
Così egli
deve prima di tutto superare le prove e diventare un pirata, prima avventura, e
subito dopo i guai non sono finiti per lui, poiché deve affrontare un altro
ostacolo!
Ma il suo eroismo è dato dal fatto che E’ lui a voler affrontare LeChuck. Ora
che è diventato un pirata potrebbe godersi la sua nuova vita come gli altri
malandrini dello Scumm.
Ma lui no,
lui VUOLE andare a sconfiggere LeChuck. E’ lui stesso a passare da un’avventura
ad un’altra. Quindi il caro Threepwood ha molto più fegato di quanto noi
possiamo considerare.
Monkey Island 2.
Guybrush vuole trovare Big Whoop. Non ci spiega
come mai, sappiamo solo di dover trovare un tesoro. Anche stavolta la trama
sembra risolversi così, una volta trovato il tesoro finirà il gioco, pensiamo
noi. Invece no poiché quando meno ce lo aspettiamo spunta LeChuck.
E Guybrush è
ora costretto a completare la ricerca di Big Whoop e nel frattempo sfidare il
suo arcinemico!
Ed anche questa volta è sempre lui ad andare da LeChuck. Questo è un fatto
importante per l’analisi dei successivi due capitoli. Non è L’AVVENTURA ad
andare da Guybrush, è GUYBRUSH ad andare all’avventura!
Anche se il nuovo ostacolo non era stato previsto, è GUY ad infilarsi nella casa
di articoli voodoo diretto alla fortezza per salvare Wally!
Guybrush è un
eroe, ingenuo o un po’ impaurito, alla fine è sempre un EROE, e non è di certo
inferiore ad Indiana Jones (giusto per citare uno dei “figli” di “Mamma Lucas”):
Il suo
carattere cambia del tutto nei successivi due MONKEY, forse per questo,
incosciamente, ci piacciono molto meno.
Nel terzo
capitolo Guybrush dimentica del tutto Big Whoop, non c’è nessuna avventura che
lui deve intraprendere.
E il pericolo
che egli deve affrontare, l’avventura, è data dal fatto che Elaine si è
trasformata in oro.
Ed ecco il
punto chiave. Non è stato Guybrush a voler partire per l’avventura, è stata
l’avventura a doverlo cercare, un’avventura che lui vive a malincuore, poiché
forse avrebbe decisamente preferito convolare a nozze.
Perde cioè il
suo spirito avventuriero, e non pensa nemmeno a LeChuck, non sapevo nemmeno che
fosse tornato vivo, è vero, ma c’è da dire che MI3 è il primo Monkey Island dove
è LeChuck a CATTURARE Guybrush, non Guy ad andare dal malvagio non-morto.
Ma se in MI3
un po’ di avventura la possiamo respirare lo stesso, e “Io sono un vagabondo, un
avventuriero senza fissa dimora” dice Guy nel monologo iniziale, o comunque un
po’ di coraggio in quello spilungone stile cartoon lo troviamo, la situazione
peggiora ulteriormente in MI4!!!
Nel quarto
(ed ultimo?) capitolo della saga, Guybrush i guai non se li va proprio a
cercare!
Lui avrebbe
decisamente preferito starsene al caldo a casetta indossando le pantofole, e
purtroppo è stato costretto a partire per l’avventura.
Ed il bello è
che non sa nemmeno cosa fare! Non sa come muoversi! Ha bisogno di consigli da
tutti o non è in grado di agire! Ha perso il controllo della situazione, non è
più coraggioso né abile né scaltro…E’ UN PANTOFOLAIO!
Per non dire
poi di quanti di noi saranno stati delusi nel prologo, vedendo il nostro pirata
preferito, il nostro ingenuo ma forte eroe, LEGATO AD UN PALO da un branco di
pirati da strapazzo, mentre quella che combatte E’ ELAINE!
In
conclusione, è giusto riportare questo mio pensiero, cioè che Guybrush non si
sarebbe mai fatto incatenare così senza prima aver fatto resistenza ed aver
combattuto….o meglio, il VERO Guybrush non l’avrebbe mai permesso! |